Dopo non aver proferito la parola Mirafiori per tutta la Conference call con gli analisti finanziari, Sergio Marchionne ha annunciato ai sindacati “firmatutto” che nella culla della Fabbrica italiana automobili Torino arriveranno due nuovi modelli. Sì, ma la loro produzione partirà, in un caso, a dicembre 2013, nell’altro, a 2014 inoltrato. Ciò significa che buona parte dei 12mila lavoratori di Mirafiori (i Bartali di oggi) rimaranno in cassa integrazione per altri due anni. Un biennio che va ad aggiungersi ai due appena conclusi con gli operai delle Carrozzerie che lavorano 3-4 giorni al mese. Quattro anni a 800 euro al mese. Questo è lo sviluppo promesso da Monti?
La reazione dei sindacati, rappresentati dai segretari generali di Cisl, Uil e Ugl, è stata di “grande soddisfazione”. Ogni ulteriore commento è superfluo.
L’altra notizia data da Marchionne sull’Italia (gli analisti finanziari già sanno che l’Italia conta pochissimo per il manager dei due mondi che guida la Chrysler-Fiat e quindi non hanno insistito su queste questioni) è che lunedì a Pomigliano saranno riassunti altri 662 operai che porteranno il totale dei lavoratori della Fabbrica Italiana Pomigliano che produce la pubblicizzatissima Nuova Panda a quota 1.845 (quota lontanissima dal totale precedente che quindi, anche se promesso da tutti, non sarà più raggiunto, facendo dei sindacati firmatutto ancora una volta dei perfetti Pinocchio). Finora nessuno di questi è iscritto alla Fiom, nonostante i metallurgici della Cgil avessero oltre 600 iscritti fra i 4.500 della vecchia fabbrica. Per le leggi della matematica, è scientificamente impossibile che qualcuno di loro non sia assunto. A meno che la Fiat scientemente scelga di evitare le tessere Cgil.
Chiediamo a qualche matematico (visto che il governo non interviene) di smentirci.